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La comicoterapia

La comicoterapia-clownterapia è la disciplina con la quale normalmente si identifica la pratica di portare il sorriso ed il buonumore negli ospedali e nei centri per disabili. 

E' stata resa famosa in ambito medico dal Dott. Hunter Patch Adams, ma è, in realtà, l'applicazione ospedaliera di un concetto più grande ed esportabile in ogni ambiente e contesto.

Lo stesso Patch Adams sostiene che non solo bisogna far ridere, ma che bisogna vivere in amicizia con il prossimo ed impegnarsi per migliorare il mondo e la vita di ciascuno (compresa la propria).

Egli sceglie di operare in ospedale perchè è un medico, ma non si stanca di suggerire ai suoi allievi di esportare la sua idea in altri contesti della vita (parchi, supermarket, strade ecc.). Andare a fare il “clown” per strada o in supermarket non significa “allenarsi” per poterlo fare in ospedale, significa “fare già comicoterapia in un ambiente che ne ha bisogno”, perchè tutti noi abbiamo bisogno di "qualcosa" e per tutti noi esiste una medicina (sorriso-amicizia) che può farci stare meglio.

Fare comicoterapia è, quindi, una filosofia di vita, da usare nell'ambiente quotidiano, con il vicino di casa, il collega di lavoro, il fornaio, il fruttivendolo ecc.

Vale la pena di chiarire che non esiste "un metodo di comicoterapia". Ciascuno deve farlo a suo modo, in funzione della situazione, dell’ambiente, delle proprie capacità creative ed espressive e del vero “bisogno” della persona che intendiamo aiutare. L’insegnamento più grande che Patch Adams ci dà è di considerare che “ogni individuo può essere una persona che stà per morire”; se guardiamo il nostro prossimo con questo semplice “pensiero” ci verrà spontaneo essergli “amici”, diventare più gentili e tolleranti, favorire l’instaurarsi di armonia, serenità e gioia.

 Per svolgere questa attività, e per capire in che modo ci è possibile aiutare il prossimo è necessario “guardare oltre” o, magari “guardare attraverso il problema apparente”, per vederne le cause, per ammettere che in ogni cosa ci può essere una spiegazione diversa da quella accademica ma altrettanto valida. Trovare quella (o almeno cercarla) significa andare verso l’origine del problema, bloccare la sorgente della malattia e non i sintomi di essa.

Considerare la comicoterapia come semplice attività di clown tra i malati è restrittivo e sbagliato. Regalare un sorriso è positivo e terapeutico, ma anche ascoltare, consigliare e confortare sono attività importanti che il "dottore-clown" deve saper praticare con i propri "pazienti" affinché s'instauri un rapporto di amicizia e si possa generare quello scambio d'amore che è l'essenza stessa della comicoterapia.

Bonati Alessandro (2005).

 


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